All’inizio dell’anno abbiamo svolto una ricerca, conclusa poco fa, per una figura di HSE Manager, quindi RSPP, per un importante stabilimento produttivo. Trattandosi di una figura storicamente “di produzione”, durante la fase di definizione del profilo ricercato insieme all’azienda non abbiamo nemmeno chiesto se fosse previsto lo smartworking. Non è venuto in mente né a noi, né al plant manager, di ipotizzare un lavoro ibrido.

Invece abbiamo scoperto che tante aziende manifatturiere, soprattutto nel Nord Italia, definiscono anche per la figura di RSPP giorni in cui lavorare da remoto. Le difficoltà di questa selezione erano notevoli, perché – dato l’impossibilità del parziale smartworking – la rosa di candidati motivati si riduceva notevolmente.

Se troviamo richieste di lavoro ibrido persino in profili “di stabilimento”, quante candidature perdiamo per altre mansioni, dall’amministrazione al commerciale?

Tecnicamente lo strumento dello smartworking semplificato è stato prolungato fino al 30 giugno, ma mentre tante aziende abbinano al termine smartworking = “no-working”, l’approfondimento sul mercato italiano di uno studio recente pubblicato da Microsoft (Work Trend Index “Great Expectations: Making Work Work”) evidenzia come oggi il 33% dei lavoratori ibridi in Italia sia reticente a rientrare in ufficio. Altra curiosità: il 46% si dichiara aperto a sfruttare anche spazi digitali immersivi nel metaverso per future riunioni.

Risulta, dunque, necessario mettere in discussione certe convinzioni e pensare a nuove modalità organizzative, se si vuole rimanere attrattivi sul mercato del lavoro.

Per approfondire, conoscere vantaggi e svantaggi dello smart working, ma anche in quali circostanze – e con quali modalità operative – può funzionare, abbiamo chiesto a due interlocutori diversi di raccontarci le loro esperienze:

Letizia De Rosa, siciliana di nascita e milanese di adozione, assistente virtuale certificata.

Fabrizio Capobianco , ingegnere e imprenditore italiano, da oltre vent’anni impegnato in diverse startup nella Silicon Valley lavorando da remoto, che significa anche reclutare e gestire team distanti ottimizzando produttività e benessere.

Dopo aver ascoltato queste due interviste, disponibili come podcast oppure in video (qui sotto i vari link), la prossima volta che stai cercando una persona, o vieni coinvolto nella definizione di un Job Profile, pensa se il lavoro ibrido non possa essere un’alternativa, magari un’opportunità per attrarre candidati talenti.

 

Buona visione, buon ascolto …. e a presto

Valerie Schena Ehrenberger

e il team di Valtellina Lavoro e Talents4Business

 

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Pubblicato il 26/04/2022

 
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