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27 Dicembre 2022

2023 – l’anno del mismatch

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In questa puntata

 

Ormai lo sapete, per me Recruiting vuol dire permettere un matching perfetto tra un progetto di vita e obiettivi aziendali. 

E qui secondo me sta tutta la sfida dell’anno prossimo: nella parola mismatch. Perché si tratta di un mismatch a 360°:

✔️ Numerico, stiamo parlando di crisi demografica.

✔️ Di Competenze.

✔️ Di aspettative e motivazioni.

Diversi sono gli episodi del T4B Recruiting Talk nei quali abbiamo approfondito i diversi aspetti che portano ad un mismatch, anche di aspettative e motivazioni. La mia collega Joelle Gallesi di HunterGroup ci ha presentato un’indagine particolare: il quasi 30% delle persone che hanno cambiato lavoro recentemente, non è soddisfatto e valuta un rientro presso il “vecchio” datore di lavoro. 

Mentre con un’altra collega, Silvia Basiglio di Sinthema, abbiamo parlato del “Quiet Quitting” tra i ragazzi giovani della Generazione Z. Quindi poco più che neodiplomati o laureati, che non vedono il lavoro come parte integrante per realizzare se stessi, e quindi, “tirano i remi in barca” prima di mettersi realmente in moto. E non vuol dire non aver voglia di fare. È un disorientamento, o forse disamoramento. 

Allora, partendo da queste considerazioni, ecco come immagino il ruolo di chi si occupa di ricerca e selezione del personale, di risorse umane, l’anno prossimo:

Dobbiamo orientare di più, che significa raccontare le nostre aziende, i mestieri, ruoli, organizzazioni, per far innamorare chi attualmente è sfiduciato dal mercato del lavoro. Conseguentemente, dobbiamo essere bravi a riconoscere e valutare. Soprattutto visto che ci saranno sempre più percorsi non lineari o persone che hanno competenze, conoscenze ed esperienze che magari, a prima vista, facciamo fatica a vedere ricollocati nella nostra azienda.

Questo vale chiaramente anche per chi è motivato: ascoltiamo i loro sogni e raccontiamo i nostri progetti aziendali. 

E dobbiamo far in modo che chi invece è nelle nostre aziende si trovi bene, perché non possiamo permetterci di perdere qualcuno “solo” perché non si sente a suo agio in questo momento di vita …. Per magari poi accorgersi che non era l’azienda “il problema”. Pensiamo a come possiamo creare l’ambiente da sviluppare per far sentire a proprio agio le persone. 

Mi aspetto quindi un anno sfidante, un mercato del lavoro competitivo, determinato da due player – chi valuta opportunità e chi cerca competenze – alle quali noi Recruiter siamo chiamati ad aiutare a parlarsi e comprendersi.

In tal senso, vi auguro Buone Feste e Buon Anno!

Valerie Schena Ehrenberger

 

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